Inserita in Sport il 30/11/2015
da Gabriele Li Mandri
14^ GIORNATA DI SERIE A: JUVE E MILAN DILAGANO. ROMA, SETTIMANA DA INCUBO
(Foto: Sportmediaset)
Non sono stati in tanti ad aver scommesso su una pronta risalita di Juventus e Milan: a quei pochi che ci hanno creduto, va riconosciuto coraggio e stima per essersi sbilanciati in un´occasione così a rischio. La 14^ giornata di Serie A è stata la rivincita per tutti i sostenitori di Juventus e Milan, che solo pochi giorni fa si erano visti costretti ad assistere allo spettacolo impietoso di uno scontro diretto che sembrava dovesse decidere una retrocessione, piuttosto che un terzo posto.
Ed invece prima il Milan e poi la Juve (ma solo da un punto di vista temporale) hanno trovato chissà dove le energie e la qualità per poter mettere sotto due squadre rognose, anche se entrambe in un momento poco felice della stagione. La Samp è stata abbattuta per 4-1 dalle prodezze del giovane Niang e dalle sgambate di Cerci mentre la Juve, vincitrice per 3-0 e arrivata al 4 successo di fila, s´è riscoperta ancora una volta spietata grazie ad un Mandzukic finalmente sfruttato al meglio (con i cross degli esterni), ed in grado di fungere da apriscatole del sempre temutissimo Renzo Barbera di Palermo. Bel gioco, gol a grappoli, sorrisi e panchine un po´ più salde di prima: sperando per Allegri e Mihajlovic che il Natale si mantenga così dolce.
Certo, la rincorsa al 3 posto (o quanto meno la speranza di rientrare in gioco) non sarebbe mai potuta nascere se non per merito dei punti persi da chi occupa le posizioni là davanti. La Roma, dal derby, non ha potuto più gioire: anzi, le è toccato l´ingrato compito di leccarsi le ferite ogni 3 giorni. Prima il pareggio col Bologna, costatole l´uscita dalle prime 3 posizioni per la prima volta in stagione, poi la scoppola del 6-1 col Barcellona, paradossalmente giunta in un giorno di buone notizie per le sorti europee giallorosse. E adesso la sconfitta casalinga contro l´Atalanta per 2-0, che ha messo in luce un po´ di tremarella e di fatica nelle gambe di una squadra falcidiata dagli infortuni nel momento peggiore. Garcia non è a rischio e non potrebbe mai esserlo, visto l´enorme lavoro fatto in questi mesi: la paura è che la Roma si ritrovi a dire addio all´ennesima occasione da scudetto per via dell´unico problema che non potrà mai risolvere né coi dollari americani, né col bel gioco. La piazza.
Lunedì, dopo Sassuolo-Fiorentina e Napoli-Inter, Milan (23 punti), Juventus (24) e Roma (27) potranno dedicarsi a qualche calcolo più preciso: chi per una Champions forse guadagnata, chi per uno scudetto forse perduto.
Gabriele Li Mandri
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